Durata dei prodotti isolanti in poliuretano espanso rigido
Il poliuretano espanso rigido ha una vita utile superiore ai 50 anni che corrispondono alle aspettative di media durata degli edifici in cui è installato, perché mantiene inalterate le sue proprietà isolanti, meccaniche e di resistenza all’umidità nel tempo.
Grazie alla sua struttura a celle chiuse non subisce nelle normali condizioni d’uso, trasformazioni causate da assorbimento d’acqua, compressione, insaccamenti, etc.
Nelle fasi successive alla produzione si registrano incrementi del valore di conducibilità termica; nei prodotti sottoposti a marcatura CE – CAM questi fenomeni sono stati valutati e compresi nel valore del LAMBDA DICHIARATO (λD) che rappresenta quindi il valore medio della prestazione isolante per 25 anni di esercizio.
Un recente studio, condotto in Germania, ha valutato un campione di pannello in poliuretano espanso rigido, estratto da una copertura a falda in opera da 28 anni. La schiuma non presentava danneggiamenti fisici ( bolle, cavità, rigonfiamenti, sfarinamenti, etc. ) ed aveva mantenuto sia le prestazioni meccaniche, sia quelle isolanti, non avendo ancora raggiunto il valore stimato della conducibilità termica dichiarata.

Conoscere la durata dei prodotti è particolarmente importante per i materiali isolanti utilizzati per ridurre gli scambi termici tra edificio e ambiente. Essi svolgono un ruolo fondamentale nella determinazione dei costi in fase di utilizzo degli edifici (consumo di energia) e inoltre sono spesso integrati nell’involucro, quindi difficili da sostituire.
Con lo scopo di rispondere a questa necessità di informazioni tecniche PU Europe, Federazione delle Associazioni Europee per il poliuretano espanso rigido, ha affidato al Forschungsinstitut für Wärmeschutz e V. (FIW, Monaco di Baviera) l’incarico di valutare su campioni di schiuma poliuretanica, in opera da decenni, le seguenti caratteristiche:
• conducibilità termica
• resistenza alla compressione
• contenuto di umidità
• modifiche dimensionali ed integrità del prodotto
I test hanno dimostrato che, dopo decenni in applicazione, i pannelli isolanti in poliuretano sono ancora efficienti, rispondono pienamente alle caratteristiche e prestazioni dichiarate e non presentano danni o difetti.
Questa ricerca offre ai progettisti, ai prescrittori e agli utilizzatori informazioni utili per determinare le prestazioni a lungo termine degli isolanti in poliuretano e di correlarle ai consumi energetici previsti per gli edifici.

In tutte le LCA sviluppate sono state seguite le seguenti ipotesi:
- nella valutazione della produzione di materie prime sono state incluse tutte le fasi del processo: dall’estrazione fino alla loro trasformazione e utilizzo.
- il consumo di materie prime è riferito allo specifico prodotto/pannello oggetto dell’analisi mentre le energie di processo (comprese quelle per riscaldamento, illuminazione, materiali di consumo, ecc.) vengono quantificate sulla base della produzione annuale del sito produttivo considerato.
- alle voci trasporti sono stati considerati sia i costi energetici dovuti all’approvvigionamento di materie prime e materiali di consumo sia quelli per la movimentazione interna e la consegna sul luogo di installazione. Per quest’ultima si è fatto riferimento alle distanze dai principali luoghi di distribuzione.
- i mix energetici considerati fanno riferimento a quello medio europeo per la produzione delle materie prime e a quello italiano per il processo di produzione e distribuzione.
- per la fase di fine vita e dismissione l’analisi qualitativa ha considerato i seguenti aspetti: i prodotti in schiuma poliuretanica sono il risultato di reazione chimica completa e irreversibile e la durata della loro fase d’uso coincide, in base alle esperienze acquisite, con quella della struttura in cui sono installati.
Al termine del ciclo di vita dell’edificio, stimabile in almeno 50 anni, allo stato attuale delle conoscenze, sono stati ipotizzati i seguenti scenari:
- riutilizzo del materiale isolante tal quale se non solidamente vincolato ad altri componenti edilizi
- recupero della schiuma per realizzazione di agglomerati
- recupero, mediante termovalorizzazione, dell’energia feedstock inglobata nel prodotto (stimabile in circa 35-40 MJ/kg)
- smaltimento in discarica.


